Archivio mensile:maggio 2013

I consigli degli esperti: come realizzare i fotolibri

Ormai lo abbiamo capito, i classici album di fotografie che andavano tanto di moda un tempo devono essere considerati davvero out. Oggi vanno di moda invece i fotolibri, libri fotografici di piccole dimensioni che ci permettono di mettere in evidenza nel miglior modo possibile i ricordi di tutta una vita.
I fotolibri sono quindi gli album foto del futuro, ma come riuscire a realizzarli nel miglior modo possibile? Abbiamo navigato sul web per voi ed abbiamo rubato alcuni preziosi consigli dagli esperti del settore.

Fotolibri fai da te o dal fotografo

Molte persone credono che per avere un buon fotolibro sia necessario affidarsi ad un fotografo, ed invece non è affatto così. Il web infatti oggi ci offre molte diverse tipologie di siti internet che garantiscono un servizio di realizzazione, di stampa e di consegna degli album foto di nuova generazione davvero eccezionale. Tutti ormai utilizzano infatti carta fotografica professionale capace di durare a lungo nel tempo e garantiscono una vasta gamma di formati tra cui poter scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Sì quindi ai  fotolibri fai da te, anche perché in questo modo è possibile risparmiare moltissimi soldi. Se navigate sul web potete rendervi conto infatti che i fotolibri online hanno un prezzo davvero molto basso e concorrenziale, si possono creare  album foto davvero belli per conservare i ricordi più preziosi.

Direttamente online o con un software

Nella maggior parte dei casi i siti internet che offrono un servizio di realizzazione fotolibri danno ai loro clienti due possibilità, la possibilità di realizzare il fotolibro direttamente online oppure di scaricare sul proprio computer un piccolo software. Vi consigliamo di scaricare il software, in questo modo infatti avete la possibilità di lavorare al vostro progetto con tutta la calma del mondo salvandolo sulla memoria del vostro computer.
Un fotolibro per ogni evento

Visto che sono disponibili molte tipologie di fotolibri e visto che tutti possono essere personalizzati al cento per cento anche per quanto riguarda il tema e la grafica gli esperti consigliano di realizzare un fotolibro per ogni evento, in questo modo riuscirete ad organizzare i vostri ricordi nel miglior modo possibile.

Le stampe non passano mai di moda

Anche se è vero che i fotolibri sono gli album fotografici del futuro ricordate che le stampe non passano mai di moda, stampe che potete mettere in cornice e che potete quindi poi mettere in mostra in casa in modo da rendere ogni ambiente caldo e accogliente. Gli esperti consigliano di optare per il web anche per mettere su carta i propri ricordi, in pochi semplici click potete infatti stampare foto davvero eccezionali a prezzi scontati. Attenzione però, scegliete solo siti internet che vi offrono la stampa su carta professionale in cui sia specificato che si tratta di una carta che non si rovina alla luce e che offre colori ultra brillanti.

Pneumatici invernali contro ghiaccio e neve

Su alcune strade italiane, nei periodi invernali, è indispensabile l’uso dei pneumatici da neve oppure si può incappare in sanzioni che vanno da un massimo di 318 euro ad un minimo di 80 euro. Gli pneumatici invernali sono agevolmente acquistabili anche attraverso siti web specifici. Vi basterà collegarvi dal vostro pc ed immettere tutte le caratteristiche che richiedete per le vostre gomme, il modello della vostra auto, l’indice di velocità e il periodo dell’anno in cui intendete utilizzarle. Una volta immessi tutti i dati sarete pronti per l’acquisto con carta di credito ed i vostri pneumatici invernali arriveranno in breve tempo direttamente a casa vostra, pronti per essere montati e per condurvi verso una bellissima ed innevata vacanza invernale. In questi casi, dopo aver ovviamente organizzato il viaggio e prenotato l’hotel che più vi aggrada, dovrete controllare che la vostra automobile sia in perfette condizioni per affrontare un viaggio e che i vostri pneumatici siano consoni a percorrere strade ghiacciate o innevate. Per questo tipo di strade dovrete assolutamente munirvi di ottimi pneumatici invernali o altrimenti detti gomme da neve o gomme termiche. Infatti questi sono particolari pneumatici che garantiscono una più alta aderenza all’asfalto ghiacciato rispetto agli pneumatici normali. Gli pneumatici invernali sono direttamente distinguibili grazie ad un simbolo che raffigura una montagna a tre cime ed un fiocco di neve. Questo simbolo sta proprio ad indicare che la entità ed il materiale con cui sono state concepite queste gomme, sono particolarmente adeguati per un fondo stradale che abbia una temperatura inferiore a 7° C. Gli pneumatici da neve devono superare test specifici prima di essere introdotti in commercio, la loro gomma è inoltre ricca di silice proprio per consentire una buona adesione all’asfalto molto freddo. Essi possono essere adoperati anche senza catene dove quest’ultime sono imposte, poiché questi hanno la capacità di arrivare alla temperatura di esercizio in maniera più veloce e mantenere i tasselli molto elastici facendo così un forte attrito subentrando perfettamente alle catene.

Traduzioni professionali: quanto spende l’Unione europea?

La crisi non risparmia neppure la diversità linguistica. Succede allora che per far quadrare i bilanci delle istituzioni dell’Unione europea si è pensato di tagliare sulle traduzioni professionali, che con il progressivo allargamento dell’Ue e le attuali 23 lingue parlate negli stati membri (saranno 24 il 1° luglio, con l’ingresso della Croazia) rappresentano una spesa sempre più gravosa: le traduzioni necessarie sono lievitate infatti da 2-300 a 2-3000, per un totale annuo di circa 1,76 milioni di pagine e un esborso che si aggira sui 300 milioni di euro.

Ma c’è un modo per contenere i costi e rendere più efficiente lo smaltimento delle pratiche? Se è vero che la Commissione europea ha al momento tre lingue ufficiali (inglese, francese e tedesco), altrettanto vero è che non tutte hanno lo stesso peso, anzi, l’uso del francese è in forte calo nei meeting e il tedesco conserva il suo status di lingua ufficiale solo sulla carta. Partendo da queste considerazioni, in un discorso pronunciato lo scorso febbraio, il presidente tedesco Joachim Gauck ha proposto di risolvere il problema delle traduzioni professionali con l’elezione del solo l’inglese a lingua ufficiale dell’Ue, dal momento che è l’inglese ad affermarsi sempre più come lingua franca tra le giovani generazioni.

Insomma, se nei corridoi di Bruxelles tutti parlassero solo inglese si risparmierebbe tempo e denaro. Favorevoli alla proposta gli stati settentrionali e orientali, mentre quelli meridionali alzano le barricate: secondo alcuni diplomatici francesi questo tipo di omologazione linguistica introdurrebbe in Europa concetti politico-economici che appartengono tipicamente al mondo anglosassone, con la conseguenza di restringere i margini della democrazia, basata proprio sull’accettazione e valorizzazione delle differenze (non da ultimo quelle linguistiche). In segno di protesta, lo scorso dicembre un giornalista del quotidiano francese “Libération” ha rifiutato di partecipare a una conferenza stampa dell’Ue a Dublino perché completamente in inglese, senza traduzione.

A denunciare i risvolti antidemocratici della proposta c’è anche Diego Marani, scrittore e funzionario della direzione generale interpreti alla Commissione europea, il quale sostiene che la spesa per le traduzioni professionali in fondo equivale a qualcosa come due caffè a testa l’anno: cifra davvero abbordabile per assicurare un po’ più di democrazia. Proprio negli uffici di Marani come alternativa al “totalitarismo” inglese si sta sperimentando l’“europanto”, un mix di elementi che attingono al nucleo di varie lingue europee, senza regole grammaticali e con un vocabolario illimitato.

Altre proposte per arrivare alla lingua unica? I bontemponi puntano sul latino, mentre qualcuno rilancia l’esperanto. Intanto, stando a un documento redatto lo scorso anno da un traduttore, nelle pubblicazioni dell’Ue ci sarebbero diverse espressioni inglesi usate in maniera errata: segno che, più che l’inglese autentico, sta nascendo sotto i nostri occhi un nuovo ibrido linguistico che possiamo definire “eurospeak”. Sarà questa la lingua franca del futuro?