Archivio mensile:marzo 2014

Debiti con il casinò: nei guai un politico brindisino

I fatti risalgono al 2006. Il politico, ora personaggio di spicco ), aveva contratto diversi debiti con il Casinò di Venezia. All’epoca dei fatti, il politico era onorevole in Parlamento.

La situazione dell’ex parlamentare era così grave che il casinò si era rivolto all’autorità giudiziaria, che ha imposto il pignoramento di alcuni immobili di proprietà del politico. Oggi la vicenda ha una svolta importante.

Il prossimo Maggio, il politico non dovrà solo preoccuparsi di non avere assegni protestati (rilevabili tramite la visura protesti), ma dovrà sperare che l’asta per la vendita dei suoi appartamenti non vada deserta. In questo modo, il casinò verrà pagato e non ci saranno problemi.

In alternativa, ci sarà una seconda asta. La vicenda giudiziaria è stata molto complessa: le indagini hanno portato a tre diversi procedimenti in primo grado. Il debito complessivo è di 400.000 Euro, difficili da onorare anche per il politico.

Il politico si difende dicendo che i debiti sono dovuti a un’attività che avrebbe aperto con il figlio. L’attività non sarebbe andata a buon fine e questo avrebbe costretto il politico a contrarre debiti su debiti. A suo favore sostiene di non aver mai emesso assegni a vuoto e quindi non ci sono protesti a suo carico; di conseguenza le visure protesti a suo carico sono negative.

Secondo lo stesso, la chiusura dell’attività e l’ammontare di un debito così elevato dipendono da una truffa di cui egli stesso sarebbe vittima, ma le indagini non hanno portato a nessun collegamento con un’eventuale truffa.

Ora il politico dovrà risarcire il Casinò di Venezia, cercando di evitare la strumentalizzazione della vicenda: il pignoramento dei beni potrebbe minare la sua credibilità nel gestire la cosa pubblica, con conseguente danno per la sua carriera politica nell’UDC.

Nonostante le indagini si siano concluse, è ancora tutto da chiarire: si dovrà spiegare come questo debito è stato contratto. Il pignoramento immobiliare è una procedura consolidata in caso di mancato pagamento.

Il pignoramento immobiliare può essere in casi come questo l’unico modo per recuperare le somme dovute, anche se in questo caso non si può parlare di assegni scoperti.

Il giornalista che supera un’agenzia investigativa contro i cybercriminali

Un moderno Richard Castle Brian Krebs. Ex giornalista investigativo del Washington Post, Krebs ha fondato un sito dove, come una provetta agenzia investigativa, scova e dà notizia dei maggiori criminali del web.

Le inchieste di Krebs riguardano soprattutto le carte di credito. Solitamente, le agenzie investigative vengono ingaggiate dai truffati che vogliono risolvere problemi di furti di identità. Krebs, invece, studia quelle che sono le attività di hacking a livello internazionale (gli attacchi alle multinazionali del credito) e scova gli hacker.

L’attività investigativa di Krebs non lascia indifferenti gli hacker, che spesso e volentieri tentano di oscurare il suo sito, oppure di creargli problemi di qualsiasi genere.

Il giorno del suo compleanno, gli hacker hanno mosso gli SWAT a casa sua: in compenso, Krebs ha “ricambiato la cortesia”, mandando all’antidroga una segnalazione con l’indirizzo degli hackers.

L’attività investigativa principale di Krebs è il carding. Chi ruba la carta di credito la usa fino alla fine, consapevole che la persona truffata bloccherà la carta quanto prima, rendendola inutilizzabile.

La agenzie investigative riescono poi a scoprire dove si trova il ladro attraverso i movimenti bancari effettuati tra la perdita della carta e il suo blocco. Per evitare queste situazioni, Krebs sostiene che basti poco. La classica “strisciata” della carta di credito lascia dei dati che qualsiasi hacker (non troppo esperto) può recuperare.

Esistono online veri e propri negozi, che riescono a recuperare i codici delle carte di credito, rivendendole al miglior offerente.

Inserire nella carta un chip, oppure un pin difficile da rintracciare, rende la vita dei cybercriminali più difficile e quella delle agenzie investigative più semplice. Il giornalismo investigativo di Krebs oggi aiuta tantissimi reporter e vittime di questi attacchi di carding.

Krebs ha lasciato il Washington Post per mettersi in proprio, visto che il giornale gli impediva di portare avanti il suo lavoro: la sua attività da agenzia investigativa oggi rende il Web più sicuro, anche se continua a ritenersi semplicemente un giornalista di inchiesta.

Il mondo delle carte di credito è uno dei filoni principali di ricerca per un’agenzia investigativa, accanto agli appostamenti e agli indizi sul campo. Sapere di poter contare su un reporter di eccezione aiuta.